Qui trovate qualche idea per riciclare cd in disuso (buona idea per quando si "bruciano" i cd durante quelle masterizzazioni in cui qualcosa è andato storto) e anche per confezionare in modo creativo cd musicali o di immagini da regalare ad amici e parenti come bomboniera ma anche per tutte le ricorrenze che la vostra fantasia vi suggerisce.
Il Consiglio Scaltro del Venerdì - Friday's Smart Tip
Qui trovate qualche idea per riciclare cd in disuso (buona idea per quando si "bruciano" i cd durante quelle masterizzazioni in cui qualcosa è andato storto) e anche per confezionare in modo creativo cd musicali o di immagini da regalare ad amici e parenti come bomboniera ma anche per tutte le ricorrenze che la vostra fantasia vi suggerisce.
Gli Afterhours portano Padania al Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze
Tweet delle 11.57 PM: Ciao, sono quella che quando gli Afterhours intonano "Pelle" ha le gambe che tremano come la prima volta che ha visto l'amore negli occhi.
Neanche quando è saltata la corrente nel bel mezzo del concerto e abbiamo visto la band posare gli strumenti e trottare verso il backstage senza guardarsi indietro (e in molti ci siamo chiesti quante teste sarebbero saltate e se il concerto sarebbe ripreso, per poi sorridere di sollievo quando sono rientrati e Manuel ha detto: "E' bello questo posto, c'è dell'elettricità nell'aria").
E neanche dopo, di fronte agli schiaccini della Farmacia dei Sani e davanti a birra e mojito a due passi dalla Fortezza.
Sarebbe stato bello scattare una foto a una Firenze addormentata ma ancora a suo modo pulsante, adrenalinica. Alle tre del mattino le città hanno una voce che si riesce a sentire non tanto con le orecchie, quanto con la pelle.
(qui l'intervista di Leonardo Capanni a Giorgio Prette, sempre per Te La Do Io Firenze)
[ Musica] Afterhours
E' da tantissimo che non posto a quest'ora, ma dato che ho latitato tutto il fine settimana avevo voglia di fare una capatina.
Di Whitney Houston e di quando le bambine diventano adolescenti
| Fonte foto: stardustmovies.com |
30 anni di RadioDeeJay
[Remix in pics] Novembre
GOD IS SOUND - Afterhours a Piombino (Li) - 29 luglio 2011
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Che sapore ha il primo maggio?
I miei zii venivano giù da Torino e via alle gozzoviglie!
Con gli anni ha preso a sapere anche di vino rosso, di goffe partite a pallavolo su prati affollati, della prima, timida abbronzatura e un paio di volte anche del primo bagno della stagione (poi mi sono trasformata in una freddolosa cronica e ho sempre mandato avanti gli altri).
Un anno il primo maggio sono tornata dalla gita in Danimarca, lasciando l'aeroporto di Copenhagen con le lacrime agli occhi e cantando Brothers in arms a una voce sola coi miei nuovi amici, un'altra volta ho passeggiato con una collega per una Bruxelles deserta.
Ho rischiato di farmi sparare da un militare per una strada sperduta delle campagne toscane, augurandogli "Buona giornata" dopo che ci aveva controllato i documenti sotto il sole cocente mentre tutti facevano scampagnate e Riccardo e io ascoltavamo a tutto volume il concertone alla radio
(a proposito, era l'edizione condotta da Bisio che andava in onda con una differita di circa 30 secondi, quando si dice che siamo un paese libero).
A volte ho lavorato, ma senza sentirmi troppo sacrificata, perché in fondo il lavoro va preso quando c'è.
Il primo 1. maggio insieme a Riccardo l'abbiamo passato a letto, nel mio appartamento da studentessa a Pisa. L'anno prima pioveva, io preparavo un esame di linguistica mentre vedevo il concertone in tv, avevo il cuore a pezzi e pioveva a dirotto.
Quasi sempre la musica l'ha fatta da padrona, in qualche modo.
Al famoso concertone di Roma non ci sono mai stata, alla fine: con gli anni sono diventata insofferente alle folle troppo numerose, ma ho sviluppato una preferenza verso i luoghi dove si riuniscono piccole quantità di persone per ballare, ascoltare musica e pensare.
Ieri ho trovato il posto ideale: nel piazzale di Villa Lanzi, un'area per lo più deserta ai piedi della Rocca di San Silvestro (Campiglia Mma, Li), si sono raccolti in tanti.
Con Rabbia e con Amore è il titolo della manifestazione dove ancora una volta ho sentito i Creuza de Ma cantare De André, dove i migranti che hanno trovato una nuova casa in questa zona hanno condiviso con noi danze e sonorità delle loro terre lontane. E dove ho visto le ragazze della scuola di danza Soul of Dance tenere il pubblico sintonizzato sulle loro frequenze per una buona mezz'ora, mentre loro portavano l'attenzione al delicato tema delle morti sul lavoro,
legato indissolubilmente al diritto dell'uomo al lavoro, alla salute, alla dignità.
Una danza scandita da documenti sulle vittime di ambienti di lavoro non sufficientemente sicuri, guarnita con l'intensa espressività delle giovani danzatrici, con le loro (e le nostre) lacrime per buona parte della loro esibizione, che si è conclusa nel bel mezzo dell'installazione a cura di Eraldo Ridi che aveva come tema, appunto, il continuo sgocciolare di vite che ogni anno avviene nei luoghi di lavoro.
è bene togliere di mezzo questa convinzione, al più presto.
Quando, risaliti in macchina, abbiamo sentito i Modena City Ramblers alla radio, è stato un proseguimento più che adatto al nostro pomeriggio:
Infine, loro: senza la Bandabardò che primo maggio è?
E per voi? Che sapore, che odore, che musica ha il primo maggio?
Grazie dei fiori (e non solo), Nilla
La colonna sonora di 30 anni di vita
Oggi compio 30 anni, e finalmente inizio a sentirmi "in pari" con la mia vita. Come molte delle persone che mi conoscono da tempo sanno già, sono convinta di avere 30 anni da quando ne avevo circa 22, quindi ho passato buona parte dello scorso decennio rimproverando me stessa per essere "in ritardo" sulla mia vita. Secondo la mia visione distorta della situazione dovevo avere un lavoro, una casa, un equilibrio che effettivamente non potevo esigere, perché non tutto dipende da me, non sempre almeno. Imparato questo, ho imparato a darmi un po' di tempo, mi sono lentamente abituata a vivere l'oggi e non il domani. E ho capito che per tutto ci vuole il tempo che ci vuole, non si può sempre annaspare per avvicinarsi alla meta, è più utile un passo deciso e costante. Oggi, accolgo i miei 30 anni con la stessa trepidazione con cui all'epoca ho accolto i miei 18 anni, ma con più consapevolezza: a 18 anni credevo ancora di poter dominare il mondo solo grazie alla mia testolina e al mio coraggio, ora so che sono poche le cose che si possono comandare, ma che si possono fare miracoli col proprio impegno, e con l'empatia con le altre persone. Oggi, finalmente, ho l'età che mi sento.
L'importante, scherzano le persone di cui parlavo prima, è che ora io non mi metta a correre come una forsennata verso i 40, ma ormai credo di avere esaurito le forze in questa attesa. Sono diventata una fondista, finalmente.
E cosa ho fatto in questi miei 30 anni? Ho dedicato molto tempo alla danza, moltissimo alla scrittura e alla lettura, ancora di più al teatro. 16 anni tondi tondi dedicati allo studio delle lingue straniere, quasi la metà all'insegnamento delle stesse. Ho camminato così tanto da distruggere svariate paia di anfibi, ho mangiato più gelato del necessario, ho riempito e svuotato moltissime valigie, ho ingrassato qualche Smemoranda prima e qualche Moleskine poi, sono stata in equilibrio precario sui tacchi, mi sono nascosta le mani dentro le maniche dei maglioni, ho perso la voce a ogni partita di basket e a ogni concerto, ho premuto il tasto di molte macchine fotografiche prima di innamorarmi della mia Canon, comunque rimpiangendo di non avere sottomano una macchina fotografica in molte occasioni, a occhio e croce ho speso un patrimonio in trucchi e profumi, ho vissuto alcuni amori sbagliati prima di incontrare quello vero, ormai quasi 9 anni fa. Ho lottato col mio corpo, col mio peso, coi miei capelli. Ho sorriso molto. Ho pianto molto. Ho riso da star male, ho desiderato morire molte volte, ma sono state più le volte in cui ho riso. Ho sbattuto molte porte, ho perso alcuni treni, in treno ho conosciuto persone che poi sono diventate amiche, ho letto, ho scritto, ho dormito e ho sognato a occhi aperti col naso appiccicato al finestrino. Mi sono sentita a casa in molti luoghi. Ho incontrato molte persone speciali, soprattutto. Quelle veramente speciali sono rimaste con me, malgrado la lontananza e le vite reciproche che ci permettono raramente di vederci o sentirci, le altre il tempo le quasi cancellate. Ce ne sono alcune che non sono più con me malgrado l'amore che ci legava, i miei nonni, il mio amico d'infanzia Massimo e altri che comunque sono al mio fianco in ogni momento.
E c'è una cosa che unisce tutto: la musica. In queste ultime settimane, anche grazie al contributo di parenti e amici ai quali ho chiesto di "regalarmi" una canzone che descrivesse i momenti che abbiamo vissuto insieme, il nostro rapporto, ho raccolto le canzoni che parlano di me, del mio percorso. Ho scavato nella memoria, sono andata a cercare le canzoni cantate al mare, a ricreazione, nelle sere tra amici, nei viaggi in macchina o in treno, sotto la doccia, davanti a microfoni improvvisati. Quelle ascoltate e riascoltate. Quelle che mi hanno accompagnata in scena, o nei training. Quelle che mi fanno piangere anche dopo 1000 volte che le ascolto, quelle che mi fanno venir voglia di ballare. Sono più di 200, tra tutte, e sono sicura che continuerò ad aggiornare la cartella per molto altro tempo. E che presto ci saranno anche nuove canzoni da inserire. Ma per quelle faremo una cartella a parte, divisa per i decenni successivi...

