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#mydietdiaries ep.21

Ieri è stato difficilissimo raggiungere la dottoressa per la mia visita di controllo, un bus si è scordato di passare (no words), è saltata una coincidenza col treno, non sono riuscita ad avvertire in tempo perché il telefono dello studio medico era di continuo occupato, e sono arrivata quando ormai l'ora del mio appuntamento era passata (il tutto condito dalla compagnia di quella mia collega che ha il terrore che io soffra la fame per omologarmi ai canoni di bellezza televisivi, che salutandomi alla stazione mi ha ingiunto di dire alla dietologa che sto bene così e non devo più dimagrire)
Dottoressa e segretarie,  però, si sono fatte in quattro per trovarmi un buco in coda agli altri appuntamenti, così sono andata a fare due passi e quando sono tornata era già il mio turno. 

Gambe: malgrado il ciclo, malgrado il caldo di questi giorni, la salute delle mie gambe ha fatto un altro salto in avanti. Il bruciore che avevo avvertito ultimamente, simile al pizzicore di quando i fanghi Guam fanno azione, non è nient'altro che il segno che il sangue sta tornando a circolare in luoghi che per troppo tempo sono stati regno della cellulite e nient'altro. La notizia cattiva è che a mano a mano che l'abbronzatura svanirà si noteranno di più le mie vene, ma questo non vorrà dire che sono peggiorate, solo che adesso di vedono. Cercherò di farmene una ragione. 

Peso&BMI: ero convinta di essere rimasta ferma. Magari di aver ripreso anche un chiletto, dati gli stravizi della scorsa settimana. Invece... 67.2. Quasi 2 kg in 2 settimane. Pensavo di rimanerci secca! I lacrimoni, proprio. Il mio BMI è 25.30. Sono a un pelo dall'essere normopeso. Non c'è molto da cambiare per adesso né dal punto di vista dell'alimentazione né della routine fisica, c'è solo da continuare così. Ci rivediamo tra 3 settimane.


Io intanto continuo a camminare, a provare vestiti che ormai mi stanno larghi o che ora mi entrano di nuovo dopo mesi anni che non mi entravano più, a guardarmi allo specchio, incuriosita da questo nuovo corpo che c'è sempre stato, solo che si era andato a nascondere sotto un bel po' di roba in più...

#mydietdiaries ep.20 - bilanci di fine estate

Questa sarà l'ultima puntata estiva di #mydietdiaries, il prossimo mercoledì a quest'ora saremo già ufficialmente in autunno. E visto che la mia dieta è iniziata il 2 maggio, cioè a primavera inoltrata, e che settembre mi porta sempre a fare un po' di bilanci, eccomi alle prese col bilancio della prima stagione trascorsa interamente a dieta. 

Prima considerazione: mi sento bene. Non euforica, non galvanizzata. Solo BENE. 
Perché la conosco la sensazione di vedere i chili che scendono e caricarsi a mille perché si è più forti della gola, delle circostanze e delle tentazioni. Durante la vecchia dieta, per sei mesi non ho toccato neanche un biscotto fuori pasto, non ho mangiato un boccone di pane se nel mio piatto c'erano proteine, ho brindato solo con l'acqua. Partivo da 64,5kg, ho perso 10 kg in 9 mesi, in realtà un po' meno, ma quando durante l'estate ho smesso di andare in palestra e ho perso massa muscolare, un chiletto e qualcosa l'ho perso lo stesso. Anche se avevo cominciato a mangiare porcherie di nascosto. Perché una sta 9 mesi senza sgarrare mai, e poi va di fuori di cervello, capite? Io mangiavo di nascosto, continuavo a dimagrire (lavoravo al ristorante tipo 10 ore al giorno, sfiderei chiunque) e mi sentivo invincibile. E infatti. Un successone, brava. 

Ora mangio quel che devo, se ci scappa lo sgarro cerco di rimediare camminando di più, bevendo più acqua o mangiando qualcosa meno al pasto successivo, ma non mi crocifiggo. Per come è il mio carattere, sempre troppo o-tutto-o-niente, va bene così. Intanto, da maggio a ora dieci chili li ho persi. Peso ancora più di quanto pesassi allora, ma sono più leggera dentro. Meno sola. Perché con la dottoressa di adesso posso parlare. Mi dà dei consigli per adattare il regime consigliato al mio stile di vita, e delle dritte per cambiare le abitudini sedentarie in abitudini sane. Dà lo stesso peso ad alimentazione e movimento. Non dà troppo peso al peso (scusate il gioco di parole!) ma alle misure, al BMI e al mio stato di salute globale. 



Seconda considerazione: ho iniziato questa dieta non perché volevo che la gente si girasse per strada a guardarmi, ma perché volevo essere sana. A oggi, non credo che la gente si giri a guardarmi per strada, ma di sicuro sono io quella si guarda allo specchio più volentieri. E sì, sono parecchio più sana.
Pensavo che non ci fosse modo di rendere le mie gambe un po' meno sproporzionate rispetto al resto e invece, pur consapevole che la mia forma "a pera" non si cambia, mi sto sorprendendo a vedere un cambiamento significativo anche nella parte di me che odio di più.

Terza considerazione: è un percorso costoso, perché fin'ora ho visto la dottoressa ogni 2-3 settimane (tranne una lunga pausa quando ero a Milano) e, contando solo le visite di controllo perché non so dove ho messo la ricevuta della prima visita, ho già speso più di 500€. Senza contare gli spostamenti per raggiungere il luogo delle visite, e i medicinali per la circolazione. Il mio modo di fare la spesa, in realtà, non è cambiato moltissimo: già prima di mettermi a dieta mangiavamo un sacco di frutta, verdura e carne bianca, anzi, con un po' di junk food in meno abbiamo risparmiato anche qualcosa. 
Ma l'ultima volta che ho chiesto il prezzo di un ciclo di massaggi supersnellenti/rimodellanti all'estetista il prezzo era DI GRAN LUNGA più alto.
E qui sto imparando un sacco di cose, su me stessa e sul mio benessere.

Ho fatto tanta strada. Non solo in termini di passi (quanti passi sono un'ora di camminata quasi ogni giorno per quasi 5 mesi?), ma in termini di consapevolezza. Mai più lagne, mai più capricci. Mi sentirete dire "Mamma, perché non mi hai fatta nascere con un metabolismo più veloce?" solo se c'è da scherzare, altrimenti: "Mamma, vieni che andiamo a camminare insieme".
Niente ci viene regalato, vogliamo davvero illuderci che un corpo sano, utile e armonioso scenda dal cielo dal momento che decidiamo di metterci a dieta? Possiamo smettere di mangiare, ma otterremmo solo un corpo sfinito. Sano, utile e armonioso, no. La salute, l'utilità e l'armonia si conquistano mangiando bene, muovendosi e pensando in modo adeguato, positivo, ricettivo.

E niente, adesso sono curiosa di sapere cosa mi riserverà l'autunno. Su come i miei impegni e progetti si concilieranno col mio nuovo stile di vita, su come sarà bello tornare a danzare (a flamenco, ma anche a teatro danza... quest'anno mi butto!) con un corpo piano piano più flessuoso.
Non vedo l'ora, ecco.

Pensare che appena 5 mesi fa... no, non fatemici pensare. Fatemi guardare avanti!

#mydietdiaries ep.19

La scorsa settimana è stata densa di occasioni sociali: il mio compleanno, la visita a Montecatini Terme, il pranzo in riva al mare, l'addio al nubilato di Laura. Ho camminato molto, ma avevo la sensazione di aver sgarrato un po' troppo. Quando sono andata al controllo mi sarei accontentata di essere rimasta 70kg. E invece erano 69. Credo di aver terrorizzato la dottoressa col mio squittire appena ho visto la lancetta della bilancia che si fermava sotto il 70. Chissà da quant'era che non pesavo meno di 70kg!

E le sorprese non sono finite: perché è vero che in questo momento le mie gambe hanno bisogno di moltissime attenzioni (e di sicuro avranno sempre bisogno di una cura particolare, vista la mia circolazione così delicata), ma la dottoressa mi ha detto che, al di là della mia conformazione fisica a pera e della mia circolazione, non è detto che io mi debba tenere queste gambe così come sono sempre state, così sproporzionate e sgraziate rispetto al resto del corpo. Certo, non sono cose che si risolvono dall'oggi al domani, perché il grasso infiltrato che spesso mi procura questa fastidiosa sensazione di bruciore è di vecchia data, e c'è bisogno di impegno e costanza. 

Ma sento che ce la posso fare. Perché sono disposta a dedicare impegno e costanza a questa missione, dato che sono già stupita di come sta reagendo il mio corpo a delle soluzioni così semplici. 

Pensare che la vecchia dottoressa mi aveva detto che l'unica soluzione erano i beveroni proteici
E che un anno fa un trainer mi aveva consigliato un medicinale per "dare una svegliata" al mio metabolismo, che poi si era rivelato un medicinale che si prescrive ai pazienti affetti da ipotiroidismo
Per fortuna non ho mai seguito il consiglio né dell'una né dell'altro.
Ma guarda te, un mondo in cui chi è medico ti consiglia intrugli degni del più becero fai da te, e chi non lo è ti consiglia questo o quel farmaco. 
E' un mondo difficile, donne... bisogna stare con gli occhi davanti e dietro, come diceva la mia povera nonna, perché c'è sempre qualcuno disposto a offrire un miracolo. 
Spesso a caro prezzo, sia in termini di denaro che di salute. 
Non che il percorso che ho intrapreso da maggio a ora sia meno costoso, perché tra visite piuttosto ravvicinate (ogni 2-3 settimane), integratori (di cui d'estate ho comunque bisogno) e cure per la circolazione (di cui ho sempre avuto bisogno) sto investendo un bel gruzzolo. 
Ma sempre meno del costo di un ciclo di massaggi dall'estetista, che fa bene, per carità, ma non è certo una soluzione definitiva.
E, cosa più importante di tutte, dopo tanto tempo posso finalmente dire "Sto bene" e mi sento di dire "Starò sempre meglio".

#mydietdiaries ep.18

Più vado avanti col mio cammino verso il benessere e la forma fisica, più mi accorgo che mi è sempre meno naturale tenere un diario giornaliero delle mie "avventure", perché incontro ancora delle belle sfide, sì, ma che spiccano su una quotidianità che 18 settimane fa era ancora tutta da costruire. 
D'ora in poi proverò a fare un bilancio generale della settimana, evidenziando difficoltà e soddisfazioni piuttosto che ciò che ormai è consolidato.

Nell'ultima settimana finalmente le temperature si sono fatte più miti ed è stato più facile gestire la mia ora di camminata quotidiana. Ho potuto andare a spasso un po' a S.Vincenzo e un po' a Piombino, alternando esplorazioni della mia "nuova" cittadina e visite a quella che mi ha visto crescere. Qualche volta sono stata sorpresa da una pioggerellina sottile, ho continuato a camminare lo stesso e mi sono trovata a completare la mia ora di allenamento quotidiano con il sole che splendeva di nuovo.

Ho comprato una fascia da braccio in cui infilare il cellulare: Radio DeeJay, cuffie e via andare. 
Ogni tanto rido da sola come una scema, è l'effetto che mi fa Radio DJ, soprattutto Diego e LaPina.

Ho iniziato anche a usare un'app molto utile, anche se credo ce ne siano di meno rudimentali: si chiama SmartPedometer, e in questa versione funziona solo come contapassi/contacalorie/contachilometri e conto alla rovescia, permettendo di fare confronti col progresso dei giorni precedenti solo al momento di registrare l'allenamento del giorno. 
Per ora mi basta questa, ma se avete qualche altra app per Android da suggerirmi sono lieta di provarla. 

Lo scorso giovedì sono andata con le amiche a un aperitivo/cena + discoteca in un AcquaPark non lontano da qui. Abbiamo incocciato la serata a tema: tutti vestiti di bianco.
La tristezza pura. 
Ma la compagnia era ottima, il mojito molto buono e col mio vestitino bianco mi sono accorta che me la cavavo bene lo stesso: se ballando mi si alzava un po' lasciandomi scoperte le ginocchia, pazienza.

In questi giorni, benché sia presto per il cambio dell'armadio, ho passato in rassegna la parte del mio guardaroba dedicata ai pantaloni, con l'obiettivo di vedere quanti di quelli che non mi stavano più adesso mi stanno, di sbarazzarmi di quelli che mi stanno larghi e naturalmente valutare quanta strada c'è da fare per entrare in quelli ancora troppo stretti
Quelli di cui sbarazzarmi sono solo 3 ma, tra il gruppo di quelli che posso ricominciare a mettere e quelli che devono aspettare ancora un po', il primo gruppo è decisamente preponderante.
Mi ha stupita il fatto che un paio di jeans che mi andavano bene all'inizio della mia prima dieta (quando partivo da 64,5 kg) mi va bene anche adesso che sono 70kg. Suppongo che anche questo significhi che stiamo facendo veramente un buon lavoro con la distribuzione del peso.



Il giorno del mio compleanno è passato con una pioggerella insistente, e a sera siamo stati a cena fuori. 
Bello vestirsi e truccarsi per una serata a due, mi sentivo molto carina e desiderabile, eppure... la cosa meno bella della serata è stato proprio cenare al ristorante!
Per quanto si tratti di uno dei locali migliori della zona, dove andiamo ogni volta che c'è qualcosa da festeggiare, noto che in questo periodo mi soddisfa di più procurarmi delle materie prime di qualità e dedicare del tempo a preparare piatti insoliti e ricercati, curando tavola e atmosfera, piuttosto che recarmi in un locale e scegliere da un menu, per quanto ampio e ghiotto possa essere.
Rifletterò anche su questo: sono curiosa di sapere se è una percezione momentanea o un cambiamento totale di gusti, ma sono sicura che solo il tempo potrà dirlo. 

#mydietdiaries ep.17

Questo caldo mi toglie anche i punti di riferimento temporale... ho scoperto stamattina che oggi è giovedì e che il post settimanale sul progresso dei miei e dei vostri sforzi per (ri)conquistare il benessere fisico è in ritardo di un giorno! Perdonatemi, sono VERAMENTE fusa! E adesso cerchiamo di recuperare il tempo perduto: 

Mercoledì 22 agosto: vado al mare a fare la mia camminata di mattina perché il pomeriggio e la sera mi vedranno impegnata nell'ultimo appuntamento con Pomarance in Piazza. Che comporta un bicchiere di vino come aperitivo, un piatto di pasta per cena e, stavolta, migliaia di passi da percorrere tra le strade di Pomarance con le mie colleghe/mime/ballerine/attrici Hypnos Itinera.
Ho le gambe pesantissime e il fiato corto, il ciclo dovrebbe arrivare a breve ma sospetto che questo mese mi farà dannare, e aver sospeso il vasoprotettore per prendere il magnesio anti-SPM non rende la vita più facile alle mie gambotte

Giovedì 23 agosto: tengo le funzioni vitali al minimo, al mare cammino ma è una fatica colossale. E ho un lavoro da consegnare che mi toglie tempo ed energie senza darmi granché soddisfazione, mentre sono in casa mi viene da sbocconcellare un po' di tutto e poi piangerei in tutte le lingue del mondo. No, non sarà facile, almeno finché non sarà arrivato il ciclo...

Venerdì 24 agosto: sono impegnata con la scuola buona parte della giornata, e la sera in spiaggia mi aspetta un aperitivo lungo con gli amici del mare, nonché una bevuta sul porto con un paio di amiche, una serata talmente innocente che finisce alle 2.30 am dopo valanghe di chiacchiere su capelli, maschi e teatro, 2 mojito e 1/2 e uno schiaccino con cotto e brie mangiato a metà con Chiara, la regina dei formaggi a tarda ora. Sospetto che questo fuori programma non farà molto bene alla mia linea, ma per l'umore è un 10 e lode!

Sabato 25 e domenica 26 agosto: Beatrice o chi per lei dovrebbe rinfrescare il clima torrido. In realtà da noi porta solo una gran mareggiata che rende noioso anche andare al mare. Vado a camminare in pineta verso sera, ma che fatica (credo sia la parola più gettonata in questo post, scusatemi)! Finalmente domenica però arriva il ciclo, e con lui un po' di salute mentale in più

Lunedì 27 agosto: la settimana lavorativa riprende con un po' più di calma e di fresco qua dove vivo, ma è una sensazione transitoria, dato che nelle ore in cui io sono in giro tra scuola e altri impegni la temperatura è di nuovo rovente. Arrivo a casa alle 17.40, potrei anche andarmene a fare un tuffo al mare, ma ho delle cose da sbrigare e quindi mi metto la tuta intorno alle 19 e vado a camminare un'oretta, con una puntatina anche alla palestra del residence, dove ricomincio cautamente a fare degli esercizi per le braccia. Voglio delle braccia scolpitissime prima che l'abbronzatura sparisca, ma è anche vero che se esagero mi ritrovo di nuovo con i trapezi in panne... mumble, mumble...

Martedì 28 agosto: primo giorno di esami di recupero a scuola, giorno di controllo dalla dietologa. Stavo per cancellare l'appuntamento perché temevo di non riuscire a incastrare tutti gli impegni della giornata, ma sono contenta di essere riuscita ad andarci. Non ho mai avuto le gambe in condizioni così critiche, la circolazione è totalmente a pallino. Mi cambia la cura in attesa che il caldo si attenui un po', addirittura mi prescrive un gel a base di eparina da tenere in frigo e spalmare sulle gambe un paio di volte al giorno. Mi dà molto sollievo. Il peso è ancora fermo a 70kg, ma ho perso un cm su coscia, girovita e braccia. Buono. Di ritorno dalla visita rifletto sul fatto che la mia vecchia dietologa non mi ha mai vista nuda: mi pesava e stop, per lei andava bene solo vedere l'ago che scendeva, poi potevo anche avere le gambe blu, ma tanto ero magra! 
Nel tardo pomeriggio vado a passeggio con due miei alunni che hanno fatto la maturità quest'anno, sorrido e mi sento un po' meno stanca, anche grazie al gelato delizioso che mangiamo insieme. 
Da domani mi metto all'opera con i ghiaccioli sugarfree che mi ha suggerito la dietologa... ma quante ne sa questa donna! 



Prima di salutarci: mi sono accorta che Twitter continua a mantenere il vizio di far visualizzare solo 3/4 Tweet per l'hashtag #mydietdiaries. Ho il sospetto che, visto che sono io l'unica che lo usa, Twitter faccia fuori i cinguettii meno recenti. Allora il post settimanale non cambierà titolo, ma d'ora in poi posterò le mie riflessioni estemporanee con l'hashtag #fighedomani, la cui genesi è mappata nel post di Laura. Ecco, è tutto per adesso. :)

#mydietdiaries ep. 16

Mercoledì 15 agosto: vado al mare, cammino, ma ho la testa da un'altra parte perché il giorno prima è morta una zia della mia amica C. e sto per trasferirmi per 24 ore al suo paesello per starle vicina durante questi momenti così duri. A pranzo torno a casa a preparare i bagagli mentre Riccardo rimane in spiaggia a pranzo col suo capo e il fratello. Mi ero ripromessa di mangiare una bella e sana insalatona, ma mentre faccio la doccia ficco una pizza in forno e do così il via a una serie di giornate a base di carboidrati

Giovedì 16 - venerdì 17 - sabato 18 agosto: in definitiva, poteva andare meglio ma poteva andare anche peggio. Ho mangiato carboidrati a tutte le ore, ma ho bevuto solo un bicchiere di vino venerdì notte. Ho bevuto molta acqua. Ho camminato moltissimo per le stradine di Montecatini Val di Cecina, ho ballato per due sere di fila insieme al mio gruppo di teatro per le stesse stradine. Ho iniziato a prendere il magnesio per la SPM, ce ne vorrebbe un camion, ma vista la serie di situazioni paradossali che ho affrontato in questi giorni posso proprio trovarmi contenta: se non ho dato retta al mio istinto di mordere alla giugulare una decina di persone, è segno che il magnesio qualcosa fa...




Domenica 19 agosto: torno a casa a notte fonda, dal mattino sono pronta a riprendere le mie abitudini sane. Questo caldo mi sfibra, il dolore alla spalla non è ancora passato, ma vado al mare e cammino lo stesso. Domani andrò dal fisioterapista, forza e coraggio

Lunedì 20 agosto: non ce la posso fare ad andare dal fisioterapista.
Ho troppo caldo e ho troppe cose da fare a casa, e poi voglio andare al mare: anche questo è un modo per fare qualcosa per me, no? 

Martedì 21 agosto: è una giornata infernale, piena di impegni a scuola e di camminate sotto il sole per sbrigare troppe commissioni. Il caldo mi butta veramente a terra, in compenso riesco a vedere il fisioterapista e risolvere il problema alla spalla che mi tormenta ormai da due settimane.
Mi consiglia gli esercizi da fare per tonificare le braccia senza farmi di nuovo male.
Speriamo bene, questo caldo mi sta ammazzando!

#mydietdiaries ep. 15

Mercoledì 8 agosto: è il giorno del controllo dalla dietologa.
Spero di trovare un 6 sulla bilancia, ma sono 70 kg spaccati. Sono un po' delusa, ma la dottoressa no: ho perso 800 grammi, che sono meno di un chilo ma valgono esattamente quanto pesano, e quindi ne tiene di conto. In più la mia circolazione è ok. Stiamo andando bene.
Il mio indice di massa corporea adesso è 26,6, non manca molto a raggiungere quota 25, il BMI massimo di una persona normopeso. Essendo una persona tendenzialmente morbida, ma muscolare, il mio BMI ideale si aggira intorno al 23: per adesso la proporzione tra massa grassa e massa magra è ancora a sfavore della seconda, e dobbiamo lavorare su ristabilire ordine tra queste cifre. Come? Continuando così con l'alimentazione, e dandoci dentro ancora di più col movimento.
La dottoressa si mette a pianificarmi una proposta di workout su base settimanale da modulare a seconda della mia disponibilità di tempo: cercherò di fare due sedute di un'ora al giorno, una al mattino presto e una alla sera, per evitare il caldo delle ore centrali, oppure una più lunga una volta al giorno. Mi piace che mi venga prescritto il movimento come se fosse una terapia medica: una persona che si occupa della salute di qualcuno non può ignorare la potenza dell'attività fisica.

Auguro buone ferie alla dottoressa, regalandole una bustina coi campioni di Boots Laboratories: mi ringrazia con calore, ma sono io che devo ringraziare lei, per avermi aiutata a ricominciare a sorridere di gusto. Si commuove. Mi commuovo anch'io.

Mentre aspetto il treno vado a comprarmi un paio di tacchi. Alti. Non sottili, ma alti.

Mi fa parecchio male una spalla, ma riesco ad affrontare le prove di una performance che venerdì sera mi vedrà impegnata coi miei colleghi della Lotus per promuovere Sulle Orme di Quo Vadis. Però che dolore!

Giovedì 9 agosto: di mattina vado a camminare, ma il dolore alla spalla è così forte che non aggiungo esercizi di nessun tipo alla camminata. Nel pomeriggio cerco di rilassarmi il più possibile in vista del 12 Camp di Castiglioncello, dove per camminare sui tacchi appena comprati mi servirà tutta la mia salute fisica.

Venerdì 10 agosto: sono ko. Il mio fisioterapista è in ferie, la sua collega mi consiglia qualche esercizio da fare per non impazzire dal dolore, ma mi prende un appuntamento con lui per una valutazione più accurata. Probabilmente ai miei problemi posturali si è aggiunto l'eccesso di zelo degli ultimi allenamenti e il mio trapezio non l'ha presa bene. La sera performance di teatro-danza, dicevamo. L'adrenalina stempera un po' la sofferenza, ma non sto per niente bene. L'unica cosa di cui sono contenta è che mercoledì, giovedì e stasera avevo previsto sgarri dovuti a cene al volo, invece sono riuscita a mangiare a casa prima dei miei impegni, in modo calmo e razionale. Bene.

Sabato 11 agosto: lavoro, vado al mare, cammino. Sono stanchissima, ho caldo e sono nervosa. Uff!

Domenica 12 agosto: oggi al mare ci vado di mattina, per approfittare delle ore più tranquille e perché stasera abbiamo la festa di metà estate coi bagnanti e voglio arrivarci dopo qualche ora di calma a casa. Durante la mia camminata incontro Daniela, mia ex (e indimenticata) istruttrice di fitness: le parlo della mia dieta e di tutto il percorso che la accompagna, non può che approvare. La sera indulgo con sangria e paella, ma neanche poi tanto.

Lunedì 13 agosto: bevo molta acqua per far scomparire il gonfiore alcolico dalle gambe, cammino molto in acqua. E sì, la spalla mi fa ancora male, un sacco.
Però mi provo un marsupio che l'anno scorso di questi tempi, a Quo Vadis, non si chiudeva, e adesso si chiude alla perfezione: basta poco per farmi sorridere.

Martedì 14 agosto: vado a camminare in pineta prima di una lezione, poi in mare nel tardo pomeriggio. I prossimi giorni saranno un po' caotici perché mi trasferirò a Montecatini Val di Cecina per Quo Vadis, quindi cerco di essere più ligia possibile prima della mia partenza. Mi sembra anche che oggi la spalla stia un po' meglio, ma non voglio farci troppo la bocca.

#mydietdiaries ep. 14

Mercoledì 1 agosto: inizio un nuovo mese sperimentando una nuova routine fitness. Dato che so che nel tardo pomeriggio non avrò tempo per andare a camminare, anticipo tutto alla mattina: alle 7.15 suona la sveglia di Riccardo e salto anch'io giù dal letto. Dopo mezz'ora sono fuori casa anch'io, diretta alla pineta a poche centinaia di metri da qua, con l'intenzione di usarla come "circuito" silenzioso e lontano dalle auto. Scopro che dall'ultima volta che ci sono stata l'hanno attrezzato con panche, spalliere e tutto il necessario per un percorso benessere. Alterno camminata veloce a squat, affondi, addominali e qualche piegamento sulle braccia. Con i primi vado bene, con le braccia ci vado piano perché sono veramente poco allenata. Alla fine del percorso mi sento bene, doccia e poi al lavoro. Just wonderful!

Giovedì 2 agosto: ho qualche doloretto qua e là, ma niente di grave. Lavoro di mattina, nel pomeriggio vado al mare, cammino, mi asciugo in fretta e salgo in teatro a truccare le amiche impegnate nella replica del loro Canterville. La collega che non vuole che dimagrisca troppo mi fa i complimenti per i chili persi: "Ora basta però, eh, altrimenti diventi troppo magra". Santa Polenta, non ce la farà mai.Ceno tardi, ma a casa. Agosto sarà un mese di occasioni mondane e per ora cerco di limitare i danni il più possibile.

Venerdì 3 agosto: lavoro mattina e pomeriggio, non riesco ad andare a camminare anche perché anche oggi vado a truccare le ragazze a teatro. Ma ho un piano B per domani...

Sabato 4 agosto: torno alla pineta di mattina. C'è un po' di gente in più, quasi tutta gente che corre, concentrata. Io continuo a camminare, e a condire il tutto con qualche esercizio. 4 mini-circuiti con ripetute crescenti (10-12-15-20). Delle braccia ancora non mi fido, mi assesto sulle serie da 12, e forse è pure troppo anche così. Il pomeriggio torno a camminare, al mare. Parto per fare una mezz'ora, arrivo a un'ora senza neanche accorgermene. Buon segno.


Source: fitsugar.com via Taryn on Pinterest


Domenica 5 agosto: fa un caldo criminale e io ho le braccia indolenzite. Ho un po' di lavoro da sbrigare, ma il pomeriggio è dedicato al mare. Cammino molto, incrocio molti sguardi. Per la prima volta dopo un bel po' di tempo non mi sembra che tutti gli occhi siano puntati su di me e sulle mie cicce. Se vi sembra poco!

Lunedì 6 agosto: se ieri era caldo, oggi lo fa di più. Lavoro quasi tutto il giorno, faccio una camminata di solo mezz'ora, non ce la faccio proprio. Non durerà per sempre, questo caldo, no? Cerco un modo per sorridere malgrado la pressione bassa: mi regalo una scatola di matite colorate e un contenitore per portare in giro le mie insalatone senza rovinarle.

Martedì 7 agosto: di mattina in pineta si sta bene. Peccato che stamani ci sia tantissima gente, alcuni corrono e si fanno i fatti loro, ma ci sono anche delle ragazzine che evidentemente sono venute a passare un po' di tempo e che non fanno altro che trascinarsi qua e là, occupare a mezz'ore, usandole in modo scorretto, le panche per gli esercizi, e di conseguenza durando il triplo della fatica e sentendosi ridicole e ridendo come delle ebeti a decibel che non auguro a nessuno. So che non torneranno più perché troveranno qualcosa di meno impegnativo per passare il tempo, ma auguro loro di affogare nell'acido lattico e contorcersi per le micro-lesioni ai muscoli che hanno strapazzato così ocamente. Può succedere anche se sei molto giovane, se sei molto cretina.
Nel pomeriggio cammino di nuovo, al mare. Mi rendo conto che durante questa camminata spesso sono così concentrata che mi vengono idee nuove, o soluzioni a problemi che mi sembravano troppo complicati da strigare. E poi il passo lo decido io, qui il mio ritmo non dipende da nessuno.

Il Consiglio Scaltro del Venerdì - Friday's Smart Tip

Il mare ti fa bella - episodio 1: il corpo 


A voi che state per partire per il mare, ecco una serie di consigli da chi al mare ci vive.
Per i prossimi 3 venerdì l'appuntamento del venerdì avrà una scaletta, anziché seguire come sempre l'ispirazione del momento: 
  • Il corpo (03/08)
  • Il viso e i capelli (10/08)
  • La mente (17/08)
Alcune di voi sono già tornate dalle ferie, altre ci andranno dopo, non ci andranno per niente o sceglieranno altre mete.
Portate pazienza.
In generale è l'estate a farci belle, sorridete e così sarete belle sia dentro che fuori indipendentemente dalle vacanze.


Primo alleato: il cibo dell'estate

D'estate c'è una grande scelta di frutta e verdura di stagione, si è più portati a mangiare cibi freschi, leggeri e poco elaborati. Approfittiamone!
Però, sia chi al mare ci vive che chi ci va in vacanza, tende in media a consumare più cene fuori insieme agli amici e ai familiari e a esagerare un po' con le calorie. 
Non ci si deve negare la possibilità di trascorrere del tempo in compagnia o assaggiare un cibo tipico della zona di villeggiatura: basta andarci piano con i bis, non dimenticare mai di mangiare della verdura cruda a ogni pasto principale (sazia e depura).
In linea di massima è meglio tagliare le calorie del pasto successivo a quello in cui ci si è lasciati un po' andare anziché quelle del pasto precedente: così si compenserà per difetto anziché per eccesso. E poi si può sempre recuperare col movimento! Ne parleremo presto.



Secondo alleato: bevi che ti passa.

Acqua a volontà. Come sempre o più del solito, specialmente se sudiamo molto o la sera prima abbiamo esagerato con i cibi elaborati o gli alcolici. 
Integratori di sali minerali: solo se pratichiamo attività sportive molto impegnative, altrimenti è meglio risparmiarsi gli zuccheri che contengono.
Bibite gassate: possono anche essere buone e divertenti, ma non dissetano e gonfiano il pancino. Piano!
Alcolici: SONO buoni e divertenti, non dissetano e gonfiano un po' tutto. Ma parliamoci chiaro: un aperitivo al tramonto, un vinello bianco insieme al pesce, una birra ghiacciata durante la passeggiata del dopocena in riva al mare sono cose a cui non possiamo rinunciare se ci piacciono. Diamoci dei limiti: magari bere solo a cena con qualcosa di speciale, evitando l'aperitivo alcolico (ottime alternative sono la centrifuga di frutta o il succo di pomodoro... io col secondo devo ancora farci amicizia, lo ammetto!), o a giorni alterni. Vedete voi cosa vi fa stare meglio.
Tornando all'acqua:  anziché fare mille corse al bar è meglio attrezzarsi con una borraccia termica che ci aiuta a non sprecare plastica e soldi e a mantenere costante la temperatura dell'acqua - ce ne sono di molto carine, a me piacciono particolarmente quelle della Contigo, utili anche a chi fa sport

Bottiglia Termica MADISON - Contigo

Terzo alleato: il sole

L'abbronzatura ci fa sembrare subito più carine e più snelle.
 Bisogna evitare però di stare per ore stese sul lettino, soprattutto nelle ore centrali del giorno, perché è pericoloso per la pelle e per la circolazione. Molto meglio passeggiare sul bagnasciuga per avere un'abbronzatura uniforme. 
Non è vero che i filtri solari ci impediscono di abbronzarci. Ci impediscono di farci venire i tumori della pelle, le macchie cutanee e di scottarci, e quindi ci aiutano a mantenere la salute e l'abbronzatura più a lungo. Se poi prima di partire (e una volta a settimana durante l'esposizione) ci regaliamo degli scrub, l'abbronzatura sarà ancora più luminosa.
Doposole in abbondanza, al rientro dalla spiaggia, anche se fa caldissimo o se siamo in ritardo: anche questo è un investimento sulla salute e sulla bellezza della nostra pelle.
Zone che di solito ci scordiamo di proteggere ma che si scottano che è una meraviglia: orecchie, zone a ridosso dei bordi del costume, piedi.
Se abbiamo i capelli molto corti, anche la cute può scottarsi, e fa MOLTO male.
Non scordiamoci neanche di dare una bella spalmata alle mani, proprio come se stessimo applicando una crema idratante: impedisce loro di seccarsi troppo e di farle macchiare. Magari una passata e un massaggino anche sulle unghie, già che ci siete, perché sole e mare tendono a seccare anche loro e anche in questo caso l'idratazione non è mai troppa.
Se non vi piace che i segni del costume interferiscano con la vostra abbronzatura non c'è bisogno di denudarsi diventando le più chiacchierate della spiaggia: basta munirsi di due o tre costumi da bagno di modelli diversi e alternarli. Se avete un fisico che non vi consente molta varietà (es: un seno molto abbondante che non vi fa sentire a vostro agio con modelli a fascia) siete autorizzate ad abbassare le spalline del costume, ma solo quando siete sdraiate. #vivedo



Terzo alleato: il mare

Abbiamo la palestra migliore che possiamo desiderare: il mare. Anche se nuotare non fosse la nostra passione, si può sempre camminare sul bagnasciuga, con l'acqua alle ginocchia, con l'acqua alle anche o al seno, a seconda di quanta fatica siamo disposte a durare. Un'ora di camminata al giorno nell'acqua salata asciuga e tonifica, oltre a mantenerci di buon'umore. 
Ma anche stare ferme nell'acqua in piedi è un trattamento di bellezza per le nostre gambe, sferzate dalle onde, e un esercizio interessante per i muscoli stabilizzatori di schiena e addome: cercando di resistere alle spinte delle onde tengo in movimento -impercettibile ma costante- tutti i muscoli che mi consentono di stare in equilibrio in posizione eretta.
Sulla corsa sul bagnasciuga ho delle riserve, fatelo solo se avete cartilagini e legamenti completamente a posto, altrimenti meglio una corsa in pineta.
In più, molte delle pinete che costeggiano le spiagge sono attrezzate con panche, parallele e altri ausili per metter su un circuito fitness tipo quello che pratichiamo in palestra: approfittiamone!




Quarto alleato: il tempo e la curiosità

Le giornate sono più lunghe, ci sono molte più iniziative che ci portano a muoverci qua e là. 
Nella spiaggia accanto alla mia c'è un campo di beach tennis. E' gratuito e un sacco di gente lo frequenta, così come il corso di aquagym di due bagni più in là: anche chi ha fisici imperfetti o non ha molta dimestichezza col movimento è più portato a "buttarsi nella mischia" in questo modo.
E' un'occasione da non perdere per fare nuove conosce, imparare qualcosa di nuovo, bruciare qualche caloria e modellare il proprio corpo.
Ma non è obbligatorio stare in mezzo alla gente, è la vostra vacanza e non siete tenute a trascorrerla in modi che non vi si addicono: potete fare yoga al tramonto sulla terrazza dell'albergo vista mare o, armate di IPod e cappello di paglia, andare a camminare nell'entroterra scoprendo le particolarità della zona.
A voi la scelta, a voi il divertimento, a voi il benessere!

Buon fine settimana, a presto!

#mydietdiaries ep.13

Mercoledì 25 luglio: mi presento al controllo dalla dietologa con un po' di preoccupazione (vista la mia parentesi milanese ho dovuto far slittare in avanti la data del controllo di più di 2 settimane, avrò fatto danno?) e con un borsone, dato che da lì proseguirò per il mio appuntamento settimanale con la cucina di Pomarance in Piazza. La dottoressa si entusiasma all'idea di una festa dove teatro, cucina tipica e artigianato si incrociano per le strade di un paesino delizioso come Pomarance, e mi dice che sarà dei nostri la prossima settimana (cioè oggi... venite anche voi?). Mi chiede come va. Le rispondo sinceramente: "Fino a 2 giorni fa mi sentivo la donna più bella dell'universo, poi è arrivata la sindrome premestruale e ora mi sento un cesso gonfio e deforme". E lei, raggio di sole: "Lei è ancora meravigliosa, ma basta portare quell'abito di quando era più in carne, ormai ci nuota dentro". Mi pesa, mi misura: ho perso poco meno di un chilo, non spunta ancora il numero 6 nel mio peso, ma lei si dice soddisfatta del mio percorso: le circonferenze vanno bene, il tono muscolare delle gambe è ok, e per l'umore non c'è paragone. Mi prescrive del magnesio per contrastare gli effetti della sindrome premestruale, cambiamo il vasoprotettore e variamo di nuovo la dieta, per avere più varietà e praticità. Quello su cui bisogna mettere un accento bello grande adesso è il movimento, altrimenti sì, posso anche continuare a dimagrire, ma svuotandomi, e non va bene: è meglio se mi godo la vita e qualche sgarro ogni tanto (addirittura posso mangiare una frittura di pesce, purché di ottima qualità, nei giorni in cui mi tocca il pesce... mi commuovo!) e poi "pareggio" col movimento, anziché stare a stecchetto, ma ferma. Buono. Ce la posso fare. 
La sera vedo (e stavolta fotografo!) Les Ninettes: sono bellissime e tonicissime (vi farò vedere qualche foto prestissimo), eppure sono ragazze normali. Atletiche, ma normali. A me che non sono una circense un corpo così perfetto non serve, ma avere un corpo sano dentro e fuori è un mio diritto, e combatterò per ottenerlo.

Source: flickr.com via Jenn on Pinterest


Giovedì 26 luglio: arriva il ciclo. Voglio morì! Nel pomeriggio mi trascino un po' al mare, cammino un po', ma che fatica! Riccardo finisce abbastanza presto al lavoro (alle 21 anziché alle 22) e mi trascina fuori a cena: è la prima volta che usciamo dal 3 giugno, giorno del suo compleanno. Non mi va di truccarmi dopo il pomeriggio al mare, e comunque nel posto in cui andiamo non c'è bisogno di essere troppo in tiro, siamo praticamente di casa: esco con solo una passata di lucidalabbra e di kajal, e mi stupisco nel constatare che sì, sto bene anche così, ho la pelle del viso in buone condizioni e neanche troppe occhiaie. Mangio una frittura di pesce buonissima (non perdo tempo... me l'ha detto la dietologa, del resto!) con un'insalata mista, assaggio solo il vino, giusto per fare un brindisi a noi come da tradizione. 

Venerdì 27 luglio: sono occupata a scuola quasi tutto il giorno. Cammino quel che serve per andare da un luogo a un altro, ma non riesco a fare di più. Ritiro, però, il tubino che la mia amica Selina mi aveva tenuto da parte nel suo negozio e che doveva essere il mio premio per i primi chili persi... non me lo riprovo neanche, ma dovrei farlo in tempi brevi perché vorrei inaugurarlo la sera del 12 Camp a Castiglioncello (il 9 agosto) e se c'è bisogno di farlo aggiustare devo muovermi!
Riccardo torna a casa con una fetta di torta (oggi era il compleanno di uno dei gestori del ristorante dello stabilimento in cui lavora), la mangia dopo cena. Senza neanche chiedermi se ne voglio un cucchiaio. Ci rimango un po' male, sulle prime, perché è come se mi trattasse diversamente da prima, ma in fin dei conti apprezzo: anche lui sta imparando a valutare quali sono i momenti in cui posso fare uno strappo alla regola (occasioni conviviali o comunque speciali, cibi o bevande particolari, emergenze) e quali sono le calorie che mi posso risparmiare. E' questione di testa, dicono. E' vero.

Sabato 28 luglio: di mattina lavoro coi bambini, nel pomeriggio vado al mare e cammino. Stessa cosa per domenica 29 luglio, tranne che per il lavoro coi bambini, sostituito da qualche lavoretto al pc. 

Lunedì 30 luglio: sono di nuovo occupata per quasi tutta la giornata, ed è così caldo che non riesco a combattere la fiacca neanche a sera, quando di solito le temperature si abbassano un pochino e sarebbe più facile uscire a fare due passi. Oltretutto devo finire un lavoro importante e sono un po' in tensione, mi viene da mangiucchiare. Cerco di non perdere la calma: recupererò domani (in compenso, per il caldo non ho voglia di accendere il fornello e anziché farmi la pasta pranzo con una mega-insalata e qualche fetta di bresaola: una volta tanto si può fare)

Martedì 31 luglio: ho un gran sonno, ma mi sento un po' più lucida. La fine del ciclo mi lascia sempre più "pulita" nel corpo e nella mente. Nel pomeriggio al mare non si sta neanche troppo bene, c'è una nuvoletta che va e viene e ogni tanto fa accapponare la pelle. Ma non c'è moltissima gente e Riccardo e io riusciamo a parlare un po'. Poi mi appisolo, e vado a camminare sul bagnasciuga intorno alle 19. E' il momento più bello per il mare, e una volta tornata a casa mi accorgo che la mia abbronzatura, specialmente sulle spalle, sta prendendo un colore veramente carino!

Il prossimo controllo dalla dietologa è tra una settimana esatta, poi ci prenderemo un periodo di pausa più lungo per vedere come me la cavo da sola. E' il momento adatto per far vedere (a lei, a me stessa e alle persone che mi vogliono bene) di che pasta sono fatta. :)

#mydietdiaries ep.12

Mercoledì 18 luglio: nel pomeriggio parto per Pomarance per dare una mano ai ragazzi della mia associazione a preparare la cena per gli artisti e gli artigiani di Pomarance In Piazza. Mi diletto nelle discipline del sollevamento pesi pentoloni, step (sui gradini della sala dove allestiamo la cucina), camminata veloce tra le stradine del paese. Mangio senza sensi di colpa un'abbondante porzione di pasta al pomodoro e, a fine serata, brindo con le amiche con un bicchiere di rosso. Sento di aver già smaltito tutte le calorie in questione, almeno è quello che mi dico per godermi il momento senza pensieri.
Durante la serata assisto alla performance di circo aereo delle Ninettes, delle quali, oltre alla grazia e alla bravura, mi colpiscono ogni volta, e oggi più che mai, la leggerezza combinata alla forza fisica: corpi minuti, i loro, ma non esili. Una di loro potrebbe perfino essere definita mascolina, ma quando la vedi volteggiare sul trapezio ti scordi tutto: una donna con un corpo in cui si contano i muscoli e non le costole non ha un corpo mascolino, ha solo un corpo docile, agile, UTILE. Voglio un corpo utile, ce la posso fare.



Giovedì 19 luglio: lavoro tutta la mattina con la voglia di schiacciare un pisolino, nel pomeriggio vado al mare con la voglia di schiacciare un pisolino. Cammino un po', ma avrei voglia di schiacciare un pisolino.

Venerdì 20 luglio: la mia amica Chiara si esibisce in un posto molto bello e prima dell'inizio dello spettacolo prendiamo un aperitivo insieme al suo fidanzato e alla nostra insegnante/amica Gabriella. Mi sento coraggiosa e rinuncio a uno spritz per un analcolico, anche se devo ancora lavorare sul modo di individuare le bevute meno zuccherose, ancora non sono capace e spesso mi ritrovo con delle sbrosce che sanno di bagnoschiuma mixato allo zucchero!

Sabato 21/domenica 22 luglio: sono i due giorni di workshop su corpo e voce tenuto dalla suddetta Gabriella alla nostra scuola di teatro. Non riesco a partecipare attivamente perché ho avuto un piccolo incidente e il mio corpo (sì, quel corpo che voglio far diventare un corpo utile, proprio lui) è martoriato e dolorante, ma partecipo come interprete tedesco-italiano e alla fine di entrambe le giornate di lavoro mi sento  stanca come se avessi fatto la maratona -mi chiedo come possano sentirsi tutti gli altri! Mangio regolare per tutti i pasti del week end, in attesa dell'aperitivo e della cena della domenica. Sorprendentemente mi limito a un aperitivo alcolico e poi bevo acqua per accompagnare la pizza. Inizio a stupirmi di me: faccio delle rinunce calcolando quando mi fa più piacere "sgarrare", così mi godo lo sgarro e non mi sento limitata il resto del tempo.

Lunedì 23 luglio: tornare al tran tran della settimana è difficile, quando hai saltato a piedi pari il fine settimana. Ho la pressione un po' bassa per via del brutto tempo, sono precipitata in una SPM con gonfiori alle caviglie e lacrima facile. Vedere Grey's Anatomy non aiuta. Mi sparo una tisana alla liquirizia cercando di calmare nervi e pancia che brontola malgrado la maxi porzione di insalata mista che mi ero preparata per accompagnare il resto della cena.

Martedì 24 luglio: ho il pomeriggio libero e vorrei trascorrerlo a camminare al mare, ma è brutto tempo e io ho un po' di lavoro arretrato da sbrigare. Mi ripropongo di lavorare fino a un'ora x e poi andare a camminare un'oretta, ma mi capitano alcuni intoppi (tra cui mia mamma che non capisce che Irene chiusa in camera al pc NON equivale a Irene che non sta facendo niente di importante quindi può darmi retta all'infinito) e arriva l'ora di cena senza che io mi sia staccata un minuto dallo schermo. Sono di cattivo umore, ho le gambe gonfie, mi fa male il collo e sento che mi avrebbe fatto bene camminare. Riccardo si offre di andare a fare due passi insieme dopo cena. Ma è veramente stanco e dal modo in cui manovra le posate sul piatto capisco che non posso fargli procrastinare di molto l'ora di andare a dormire. Ma la sua disponibilità a fare qualcosa per me, con me, mi migliora già l'umore. Mi sdraio sul divano, mi massaggio le gambe con un gel rinfrescante e guardiamo insieme una serie tv. Vado a letto meno tesa. Ce la posso fare

#mydietdiaries ep. 11

Mercoledì 11 luglio: dopo aver recuperato il sonno perduto sono come nuova. Al termine della mia lezione di oggi mi trattengo a Palazzo Reale per vedere metà delle mostre attualmente in programma, perché alle 19.30 il museo chiude e rimando il resto della visita alla prossima occasione. A quell'ora, però, ho ancora voglia di camminare un po', quindi rimango a fare due passi in centro. E trovo il modo di spendere due soldini da Oysho: un completino reggiseno (olimpionico, perfetto per i molti top e vestiti a vogatore) +perizoma, una mutandina con pizzi e gale, un paio di pantaloni lunghi in cotone morbidissimo, comodi per stare in casa senza sembrare una stracciona, e un paio di short, sempre per stare in casa, dalla deliziosa forma a bloomer (non so se esiste una traduzione in italiano... pantaloni a palloncino,  forse?). Mi sta tutto, e bene, ma l'orlo dei pantaloncini mi sono un po' stretti sulla coscia, perché sono rifiniti con un nastro che pensavo fosse regolabile ma in realtà è fisso. In ogni caso, era da molto che non comperavo della biancheria intima. Un po' perché ogni tanto bisogna che mi dia una calmata se non voglio che mi esploda il cassetto delle mutande, e un po' perché 

Giovedì 12 luglio: uscendo per andare a lezione sto per portare con me i pantaloncini della sera prima per andarli a cambiare, ma in un guizzo di ottimismo ci ripenso e li lascio a casa: non manca moltissimo al momento in cui mi staranno bene, e se prendo una taglia più grande mi staranno male da subito su vita e fianchi, allora tanto vale aspettare, no? 

Venerdì 13 luglio: è l'ultimo giorno di lezione, le mie colleghe e io sosteniamo l'esame finale e poi andiamo a pranzo con la nostra insegnante. Mi concedo un bicchiere di vino rosso e un panino con mortadella e olio tartufato... se devo sgarrare, sgarro con allegria! Nel pomeriggio vado a posare la mia attrezzatura trucco a casa, poi riparto alla volta del Wella Studio e poi mi dedico alla conclusione della mia visita a Palazzo Reale. All'uscita chiamo il mio amico Bernino per sentire dov'è, e lo trovo alla Rinascente impegnato a comprare un mattarello. Lo amo. Improvvisiamo una cena giapponese. Le bacchette non sono il mio forte, ma ancora una volta la spunto io. E' la mia ultima serata milanese, sono un po' divisa tra la nostalgia che so che sentirò presto e la voglia di tuffarmi in mare. 

Sabato 14 luglio: passo la mattina a fare la valigia per il rientro; parto da Milano alle 13.10 con un pranzo da asporto preparato in mattinata e tanta acqua fresca. Di solito in viaggio mangio cosa e come capita, sacrificando la qualità alla comodità, invece quando è l'ora di pranzo tiro fuori la mia schiscetta e mi sento superorganizzata. Quando arrivo a S.Vincenzo riesco anche ad andare a fare la spesa e già dalla sera ricomincio a organizzare i pasti con la regolarità consueta.

Domenica 15 luglio: è un vento cane e di andare al mare non se ne parla. Programmo una passeggiata nel tardo pomeriggio, ma vengo inghiottita dalle faccende domestiche e la cancello dai miei impegni, un po' a malincuore, a dir la verità.

Lunedì 16 luglio: riprendo il mio tran-tran di lezioni estive e passeggiate in riva al mare. Cammino moltissimo, sudo altrettanto. Non sento molto lo stimolo della sete, male. Non ho molta voglia di bere. Malemale. 

Martedì 17 luglio: parto all'alba per Roma, per l'evento Wella. Stabilisco che la priorità di bere tornerà a essere in cima alla lista da stasera, perché quando sono in viaggio il dramma della pipì è più grave del dramma della ritenzione idrica. Torno da Roma accaldata e assetata, ma con una chioma di cui andare fiera. Mi sento più alta e più leggera, anche se mi mancano le ore di sonno e le energie ho voglia di mettermi un rossetto squillante e sorridere. Mi fermo a mangiare una pizza con Riccardo appena scesa dal treno. Non è buona come mi aspettavo, non ci bevo neanche la birra perché non ne vale la pena, è una pizza deludente e non merita le calorie di una birra. 

#mydietdiaries ep. 10

Mercoledì 4 luglio: è il mio primo giorno di corso, ma prima di partire, di buon'ora, faccio la spesa e mi procuro un'insalata pronta da mangiare a pranzo, oltre a tante verdure che mi metto a cucinare di buona lena una volta rincasata, verso sera. Programmo i pranzi della settimana: cous cous integrale con verdure a rotazione. Risparmio e seguo le regole della dietologa, così se mi capita un aperitivo o una pizza in più non rischio di venire sopraffatta dai rimorsi. What else?

Giovedì 5 luglio: chiamo lo studio della mia dietologa per rimandare la mia visita della prossima settimana, dato che quando l'avevo fissata non sapevo ancora che sarei partita. Dovrei sentirla per aggiornarla, ma continuo a rimandare la telefonata. Eppure mi sento bene. Eppure so che sarebbe meglio chiamarla. Ci penserò poi.
In serata dovrei vedere una collega che è a Milano col figlio, ma poi l'appuntamento salta ed esco col mio amico Marco e il suo amico Edoardo. Loro devono ancora cenare, io faccio loro compagnia con una Coca Zero, anche se preferirei una birra. Dopo cena camminiamo sui Navigli, ci facciamo sbranare dalle zanzare e mangiamo il gelato più buono della terra alla Gelateria della Musica. Sono contenta di aver rinunciato alla birra, in fondo!

Venerdì 6 luglio: dopo il corso visito il Museo del Novecento, per quanto dopo 8 ore di lezione mi senta veramente ko. Ma il Museo è fantastico e sento che mi ci voleva. Programmo una serie di visite ai musei per il mio fine settimana milanese, intervallate da lunghe camminate nei giardini della città-

Sabato 7 luglio: passo la mattina a Palazzo Morando, e il pomeriggio con Marco in giro per negozi. E' il primo giorno di saldi, vi lascio immaginare la jungla che ci accoglie in centro a Milano. All'ora dell'aperitivo Nadeshiko e io ci immoliamo alle zanzare dei Navigli. Mi dedico un mojito, tanto so che l'indomani camminerò di brutto.

Domenica 8 luglio: cammino, di brutto. Mi sparo tutto quello che posso far entrare in una domenica di sole come quella che mi si dispiega davanti. Galleria d'Arte Moderna, PAC; Museo di Storia Naturale (con pausa-pranzo nei Giardini Pubblici, e la sensazione di essere a Londra), Castello Sforzesco e camminata in Parco Solari (e la sensazione di trovarsi a Berlino).

Lunedì 9 luglio: il fatto che sia lunedì e che i musei che ancora desidero vedere siano chiusi non mi impedisce di fare una camminata in Brera, e poi nei dintorni del luogo dove ho preso dimora in questo periodo. Mi fanno male i piedi, ho le gambe gonfie per le lunghe ore trascorse in piedi a truccare le mie colleghe, eppure vado. E' come se avessi dentro un moto perpetuo che mi "obbliga" a muovermi. E' una bella sensazione.

Martedì 10 luglio: non ho chiuso occhio tutta la notte e oggi sono uno straccio. Mi precipito a casa subito dopo la fine del corso, cerco di dormire a un'ora decente, ci riesco. Anche questo dovrebbe far parte del mio programma di benessere, no?

#mydietdiaries ep. 9

Mercoledì 27 giugno: sfido il caldo africano e cedo un pomeriggio al mare per una lezione a scuola e una sessione di trucco e fotografia per lo spettacolo che mia cugina porta finalmente a Piombino dopo il successo riscosso a Pisa lo scorso maggio. 
Diligente, mi porto dietro un'insalata. Poi ci aggiungo un gelato poco prima dell'inizio dello spettacolo perché la temperatura e i dolori mestruali stanno minando la mia salute fisica e mentale.
Mentre trucco una sua collega, mia cugina mi fa notare che mi sono venute delle gran tette, o meglio, si corregge, che mi sono rimaste anche ora che ho buttato giù un po' di chili, e si congratula. Si congratula anche uno dei miei migliori amici. Dice che sono papabile*. I presenti capiscono palpabile e finiamo di ridere il giorno dopo. 

*per cosa, non si sa

Giovedì 28 giugno: torno al mare e cammino un'ora in acqua. La sera ci attende la partita Italia-Germania, e questo vuol dire due cose: tifo e pizza :) 
Per due volte, appena stacco gli occhi dal video per controllare la cottura della pizza, Balotelli segna. 
Non male.

Venerdì 29 - sabato 30 giugno - domenica 1 luglio: i miei pomeriggi si somigliano tutti: mare, camminata di un'ora in acqua, ghiacciolo per merenda -che non è un'idea brillante, perché si tratta di una botta di zuccheri per direttissima, ma come si fa, con questo caldo? 
Ho un obiettivo: continuare a perdere peso gradualmente continuando a non vedere cicce che ballano. Avrei voglia di fare un po' di palestra, ma con queste temperature non mi azzardo. Ci rifletto, intanto cammino.
Domenica sera mangio 3 tranci di pizza a taglio e bevo altrettanti sorsi di birra mentre l'Italia viene massacrata dalla Spagna. Non c'è neanche la soddisfazione di aver commesso un peccato di gola per una buona causa. 

Lunedì 2 luglio: passo la mattina in attesa di un maturando che sta per sostenere l'orale, corro a scuola a risentire una sua compagna. A pranzo un gelato, la sera mangerei un bue. Mi uccido di verdure, anche in previsione della mia imminente trasferta milanese che farà slittare di una settimana la mia visita dalla dietologa -anzi, mi devo ricordare di chiamarla come avevamo comunque stabilito, per aggiornarla, e di spostare l'appuntamento del prossimo martedì. 

Martedì 3 luglio: parto per Milano. Arrivo a Milano, massacrandomi le gambe per trascinarmi dietro una valigia più grande - e pesante - di me, arrivo a casa del mio ospite tardi rispetto ai miei progetti e non riesco a fare la spesa. Sotto casa c'è una pizzeria. Cedo. Cerco di non essere troppo severa con me stessa, ma neanche troppo indulgente. Da domani devo rigare dritto il più possibile, almeno durante il giorno, perché non potrei sopportare di tornare da Milano con un solo kg in più. Speriamo bene.

#mydietdiaries ep. 8

Mercoledì 20 - Giovedì 21 - Venerdì 22 li passo in giro per Milano e Firenze. Il caldo atroce, i ritmi pressanti, il fatto che mercoledì sera riesco, sì, a mangiare una pizza malgrado il dolore al labbro, ma per il resto non riesco ancora a mandare giù con scioltezza alimenti più impegnativi di gelati e frutta, mi fanno affrontare con serenità le due birre che mi sparo con Paola dopo il concerto di venerdì sera. Ho peccato. Ma ne è valsa la pena.

Sabato 23 rientro a S. Vincenzo all'ora di pranzo. Non vedo l'ora di tuffarmi in mare. Arrivo a casa, poso il mio bagaglio, mi metto il costume e raggiungo Riccardo in spiaggia per un piatto di spaghetti in riva al mare. Faccio un tuffo e alle 16 mi allontano a malincuore dalla spiaggia per soccorrere un alunno che vuole fare un ripasso last-minute prima della Terza Prova di lunedì. Poi dite che non vi amo, maturandi miei!

Domenica 24 dormo come un ghiro. recuperare le ore di sonno arretrate mi giova un bel po'. Cerco di bere molta, moltissima acqua, perché il vaso-protettore che la dietologa mi ha prescritto non può fare tutto da solo, devo dargli una mano anch'io. Nel pomeriggio vado al mare. Cammino, nuoto, sonnecchio. Mi fa bene, sento che mi fa bene come del resto mi fa bene sempre, ma è bello farci caso.

Lunedì 25 è il giorno di andare a togliere i punti al frenulo. Il dentista li aveva tirati un bel po', ecco perché facevo così fatica a muovere la bocca. La ferita sta bene ma devo ancora dedicarle qualche attenzione, ma davvero, senza punti adesso non c'è paragone.

Martedì 6 dopo il pomeriggio al mare, per la prima volta dopo mesi (anni?) mi guardo allo specchio senza rabbrividire, anzi, con una certa ammirazione. Sono in piena SPM, eppure le gambe non sono una massa informe. Si inizia a vedere il mio punto vita, le braccia stanno riprendendo le loro proporzioni, e quello che mi inorgoglisce di più è che il seno, almeno per adesso, non accenna a sparire o a cadere. Si vede qualche smagliatura su natiche e fianchi, ma so che sono destinate a soccombere di fronte a tutte le mie strategie idratanti/rassodanti/compattanti/leviganti.
Ce la posso fare.

#mydietdiaries ep.7

Mi sono accorta che ho dimenticato di aggiungere una cosa al diario della scorsa settimana! Mercoledì 6, infatti, ho partecipato allo screening alla tiroide promosso dalla ASL della mia zona. Sapevate che dopo i 30 anni è consigliabile fare un controllo all'anno? Io no. Eppure vivo in una zona dove l'incidenza di tiroidi capricciose è abbastanza alto. Insomma, ne risulta che ho un bel po' di nodulini da tenere sotto controllo e, mentre tra le persone che hanno fatto la fila con me fioccano prescrizioni per aghi aspirati, mi consigliano una visita endocrinologica + un'ecografia. Ho l'impegnativa della mia dottoressa, appena smetto di passare più ore sui treni che nel mio letto vado a prenotare una visita.

Ma insomma, com'è andata questa settimana?

Mercoledì 13 scopro che gli agricoltori che d'estate avevano un banchetto di frutta e verdura deliziosa non lontano da casa mia hanno aperto una bottega di alimenti bio in un fondo a due passi da dove sorgeva il banchetto. Mi precipito. Faccio una bella scorta di frutta e verdura fresca e profumata e soprattutto non malmicciata dalle mani poco rispettose dei bagnanti annoiati. Spendo un po' di più di quanto spenderei al supermercato, ma faccio una bella chiacchierata con la proprietaria, che mi espone, con passione, le motivazioni che hanno mosso lei e il marito a fare questo investimento: l'amore per le cose sane e la voglia di dare la possibilità di scegliere anche a un paese dalle vedute ristrette come San Vincenzo. Sono molto soddisfatta. Più tardi vado a camminare nella zona dove lavora Riccardo: costeggio la spiaggia e poi scopro una pineta ben tenuta che affianca un villaggio residenziale e che credevo privata, ma dove invece si può passeggiare e correre liberamente. Un paradiso!

Giovedì 14 ripeto le mie esplorazioni del paesello. Stavolta mi spingo nella zona nord-est, trovo casette ben tenute e piccoli spazi verdi con panchine dove immagino che la sera d'estate si radunino i vecchietti a prendere il fresco. Sera: pizza. Credo che passerà un po' di tempo prima che riesca a ingerire di nuovo cibi solidi.

Venerdì 15 è il giorno della frenulectomia. Un intervento che in sé e in confronto all'estrazione dell'ottavo incluso e tutto ripiegato tra il molare e il nervo (già dato, grazie) non, è niente, 20 minuti anestesia compresa, neanche il ghiaccio da tenere sulla parte lesa, 1 OKI appena finita l'anestesia giusto per non correre rischi e 1 Moment prima di andare a dormire visto mai il dolore dovesse far capolino durante la notte. La mimica facciale è un po' limitata (se faccio una delle mie mille smorfie sento i punti che tirano), ma posso nutrirmi di gelato per le prime ore. Per non correre rischi, prevedo anche una cena a base di gelato. Sogno o son desta?

Sabato 16: son desta. Aggiungo frullati, jogurt e succhi di frutta alla mia dieta, e per non pensarci vado al mare e faccio una bella camminata in acqua. Stancante, soprattutto per una che non ingerisce cibi solidi da più di 24 ore, ma un toccasana per l'umore. Che i vicini maleducati contribuiscono a rovinare, ma tant'è.

Domenica 17: di nuovo cibo liquido o semi-liquido. Riesco a masticare, in realtà, ma c'è qualcosa nella deglutizione che mi fa vedere le stelle. Nel dubbio, cerco di limitare i cibi solidi. E al mare cammino, cammino un sacco. Ho le gambe molto gonfie perché il caldo non aiuta, ma che bel colorito sto prendendo!

Lunedì 18: di mattina sono impegnata a scuola, dopo "pranzo" riesco a scappare di nuovo al mare e per cena non mi spingo più in là di una coppa di macedonia e gelato. Ma sta iniziando a diventare faticoso, veramente.

Martedì 19: è il giorno del controllo. Alle 15.30. Percorro i tratti casa-stazione e stazione-ambulatorio in preda alle allucinazioni. Credo di aver perso buona parte del mio peso proprio grazie alle sudate di queste camminate! In studio, la dottoressa mi fa i complimenti per il colore del mio vestito (quello che avevo al  Fashion Camp il giorno del workshop) e constata che ho perso 3 kg. Sarà anche merito dell'alimentazione ascetica di questi giorni? Il punto, però, è che mi vede di un umore molto più luminoso rispetto a quando ci siamo conosciute, e questo la fa ben sperare. Diamo un piccolo ritocco alla mia routine alimentare, ci diamo appuntamento tra 3 settimane, con l'impegno di chiamarla tra una decina di giorni per farle sapere come va. Obbedisco.



#mydietdiaries ep.6

Altro giro, altra settimana di dieta: vediamo se mi rimetto in carreggiata!

Mercoledì 6 giugno: arrivo a scuola senza febbre ma con una tosse e un mal di gola epici. Senza neanche un filo di correttore. La collega di italiano, con un tempismo commovente, mi accoglie in sala insegnanti con una premessa e una stoccata: "Lo so che sei a dieta e stai dimagrendo e sei contenta e sono contenta per te... ma ora ti si inizia a vedere la sofferenza nel viso". La collega di francese, quella che mi invidia la pelle di pesca (e io la amo, perché nessuno mi ha mai detto che ho la pelle di pesca) e mi fa sempre i complimenti per come mi trucco, quella con la voce tonante e i tempi comici perfetti, strabuzza gli occhi. Io la guardo: "Forse perché sono sofferente, dato che ho avuto due giorni di febbre e stamani sono venuta a scuola senza neanche truccarmi?"
"Ma no, non ti voglio scoraggiare, va bene che tu dimagrisca, ma te sei come me..." (certo, come no, uguale, a partire dal fatto che tu sei una donna-mela e io una donna-pera) "appena dimagriamo un po' ci si scava il viso".
Vabbè, non c'è verso.
La collega di francese chiosa: "Mah, che ha la febbre addosso si vede da lontano, e per avere quella pelle io pagherei. Amen.
Intanto, a me sembra più che altro che finalmente si rivedano i miei lineamenti. Non mi sembra poco.

Giovedì 7 giugno: è il giorno della mia partenza per Milano. Vado a scuola, assisto all'ultima tranche di esami di idoneità, vado a pranzo a casa e salgo sul FrecciaBianca delle 14.08. Ho dietro una vaschetta di fragole, e ho un appuntamento con Sara per un hamburger sui Navigli all'ora di cena. Dunque, si prevedono: carne rossa + pane + patatine. Mentre raggiungo la mia amica faccio mente locale a ciò che la dottoressa mi ha detto: puoi sgarrare, ma basta che gli sgarri non siano troppi e tutti concentrati nello stesso pasto. Sarebbe meglio che carboidrati, alcool e dolce non stessero tutti nello stesso pasto. E poi si rimedia camminando. Mangio un hamburger piccolo, assaggio le patatine e accompagno il tutto con acqua naturale, tante risate e una bella passeggiata.

Venerdì 8 giugno: è il primo giorno di Fashion Camp e per una serie di coincidenze faccio a malapena colazione, e pranzo con una fetta di quiche alle verdure, sciapa e cara come una villetta sul mare. A cena, jappo. Direi che me lo sono meritato, no? Anche se è un giapponese specializzato in frittura, suvvia, non siamo così fiscali! Riesco anche a maneggiare le bacchette (anche se pensavo che Nadeshiko a un certo punto si sarebbe alzata e sarebbe scappata di fronte alla mia incapacità), quante calorie bruciate valgono?

Sabato 9 giugno: è il giorno del mio workshop al Fashion Camp e io sono completamente senza voce. Yeah. Per pranzo insalata mista, senza neanche una fettina di pane (il cameriere deve aver capito che Anna e io avevamo una missione salutare da portare avanti), a cena cotoletta alla milanese con Deirdre.

(vado avanti veloce sui particolari del Fashion Camp, ho in programma di rifarmi con una serie di post moooolto più accurati)

Domenica 10 giugno: finalmente un po' di tempo per camminare sui Navigli, e poi verso Sant'Eustorgio dove, praticamente per caso, capito al Museo Diocesano e mi siedo a leggere il Corriere e a fare un piccolo brunch prima di partire. Vista la desolazione del frigo avevo in programma di mangiare pizza per cena, poi ripiego su un'alternativa di fortuna, senza carboidrati e con tanta verdura. Crollo addormentata molto presto.

Lunedì 11 giugno: il maltempo, il malessere e i mille impegni della giornata cercano in tutti i modi di non farmi tornare sulla retta via. Cammino, ma è faticosissimo, sto proprio male!

Martedì 12 giugno: anche oggi cammino un po', ma finalmente vado a farmi vedere dalla dottoressa che è categorica: se vuoi guarire non devi parlare/sudare/prendere colpi d'aria. Il fatto che nella mia zona ci sia un libeccio ostinatissimo da 3 giorni non aiuta. Inizio a rivedermi nelle foto del Fashion Camp. Alcune foto mi strappano dei piccoli moti di disappunto per le mie cicce in bellavista, ma in definitiva decido che sì, posso accettare di non apparire al meglio ancora per un po', mentre mi organizzo per tornare a essere la vera me.

Source: Uploaded by user via E on Pinterest

#mydietdiaries ep.5

Come avevo previsto la scorsa settimana, i giorni degli esami nella mia scuola sono stati FOLLI: per questo i giorni mercoledì 30 maggio, giovedì 31 maggio e venerdì 1 giugno si possono riassumere in una manciata di parole: corricorricorri, leggileggileggi, scriviscriviscrivi, correggicorreggicorreggi, interrogainterrogainterroga, valutavalutavaluta. Insomma, io ho fatto quel che ho potuto. Con l'alimentazione non ho fatto grossi pasticci, ma non ho visto neanche da lontano la palestra e il tempo da dedicare a una camminata di un'ora ogni giorno non è sbucato quasi mai. Conto di ritagliarmelo nel fine settimana, ma vediamo com'è andata:

sabato 2 giugno: passo tutta la mattina a smaltire del lavoro arretrato, e nel pomeriggio vado al mare col proposito di camminare. Ma sul bagnasciuga fa troppo vento, aspetto che cali su un lettino vicino al muro. Mi addormento e mi sveglio che è l'ora di andare a casa a preparare cena

domenica 3 giugno: è il compleanno di Riccardo. Mi sveglio inquieta, perché da tradizione il giorno del suo compleanno siamo invitati a pranzo dai suoi e questa sarebbe la prima volta che mangiamo insieme da quando sono a dieta. E so che non avrò voglia di rispondere educatamente alle domande maleducate che mi faranno. Quando nei piani per la giornata non viene menzionato questo impegno sociale, tiro un sospiro di sollievo. Appunto mentale: cercare di combattere la sensazione di doversi giustificare perché si è a dieta quando si parla con persone che, effettivamente, faticano a capire l'utilità di una dieta in una società moderna. Nel pomeriggio mi appisolo di nuovo al mare, vado a trovare un'amica dall'altra parte del paese, poi vado a prepararmi per la cena di compleanno di Riccardo. Che da due giorni si sta trascinando in giro con una serie di malanni alle vie respiratorie, per altro. Cena a base di pesce, senza carboidrati. Due bicchieri di vino a testa, e non chiediamo neanche il dolce perché lui sente di avere la febbre e ha bisogno di riposare, e io quasi quasi sento che mi sto ammalando anch'io.


lunedì 4 giugno: mi sveglio con un gran bel tremolio addosso. Mi dico: o hai fatto casino con gli zuccheri, o hai la febbre. Ho la febbre. Lavoro dalle 8.30 alle 17, vado a casa e mi metto a letto. Voglio morire.



martedì 5 giugno: la febbre è scesa, mi trascino dalla dietologa dove scopro che ho perso solo 500 gr in 3 settimane. Ma poteva andare peggio, davvero. Non ci rimango neanche troppo male, in fondo so in cosa non sono stata ligia, e so come rimediare. Mi fa i complimenti per le analisi del sangue (modestamente...) e non mi varia di molto l'alimentazione (però mi introduce le pesche-noci nella mia routine-frutta, yeah!) a patto che ricominci a muovermi. Mi dà qualche dritta su come affrontare la movida milanese e le tentazioni che ne deriveranno. Ci diamo appuntamento tra due settimane. Torno a casa e ho di nuovo la febbre. Mi metto a letto. Se sopravvivo mi muoverò domani, eh!


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